Decine di famiglie nei guai. Inutili finora le denunce alla magistratura

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Messina. Assalto al condominio di Palazzo Palano: finto amministratore ne prosciuga il conto

Ha dell’incredibile quanto avvenuto in un condominio messinese, dove si assiste, da un anno e mezzo, a una vera e propria ‘presa di potere’ da parte di un tale che si è insediato nella qualità di amministratore e ha falcidiato il conto corrente.

La storia

Diventare amministratore di un condominio non è mai stato così facile. Basta una delibera (falsa) e un pugno di deleghe (false) per poi presentarsi all’Agenzia delle Entrate (si può fare anche on line) e vantare il pieno titolo a rappresentare la maggioranza dei condòmini, che in realtà non sanno neppure chi sei.

Ma questa è la parte più “divertente”, poi viene quella dolorosa. Perché il fantomatico neo amministratore, forte del riconoscimento ufficiale da parte di un organo statale, si presenta ben presto in banca e, da titolare del conto corrente condominiale, chiede candidamente di fare un prelievo. Tremate: basta solo il foglietto di prima, quello dell’Agenzia delle entrate, per rassicurare lo sportellista (ammesso che si domandi chi ha davanti). Nel frattempo i condòmini ovviamente non sanno nulla, chi dovrebbe allertarli? Il bello è che neppure il vero amministratore del condominio “assaltato” ha idea di nulla, almeno fino a quando non scopre che non può pagare nemmeno la bolletta Enel del palazzo (il conto è prosciugato), giusto per dirne una, e deve anche comunicarlo ai suoi gentili elettori. Ai dolori allora si accompagnano le lacrime. Soprattutto perché, attenzione, non c’è rimedio. Se pensi di risolvere affidandoti alla Giustizia… campa cavallo.

E’ quello che è successo in diversi condomini dove la “banda” di turno entra, svuota e scappa. Ma il caso di Palazzo Palano, il prestigioso complesso residenziale di viale Libertà a Messina (all’interno un enorme giardino con alberi secolari), noto anche come “Condominio Isolato 481”, sembra destinato a entrare nel guinness dei primati (e chissà pure se il caso farà, come si suol dire, “da giurisprudenza”) perché il danno qui si è protratto nel tempo e i residenti, a distanza di mesi dall’intrusione illecita, combattono ancora.

Il brutto “scherzo” del finto amministratore sta tenendo sotto scacco decine di famiglie con conseguenze che potrebbero diventare drammatiche: rischiano di saltare intanto servizi essenziali come luce e acqua. Parliamo di diverse palazzine con centinaia di persone, fra privati, uffici e botteghe commerciali (sì anche queste allacciate sin da sempre al “rubinetto” Amam condominiale!).

Tutto inizia nell’estate 2018: è il tardo pomeriggio del 3 luglio quando il pretenzioso sedicente amministratore di condomini (che vanterebbe pure parentele influenti in ambito giudiziario), affonda gli artigli sul complesso. Lo fa approfittando proprio di una normalissima assemblea condominiale in cui si esploravano le candidature in vista della nomina del nuovo amministratore (il precedente, dopo anni, aveva deciso di lasciare per motivi personali). Seduta conclusa per mancanza di quorum. Ma ecco spuntare d’improvviso il nostro eroe, il quale assieme ad altri due estranei che si autoproclamano rispettivamente presidente e segretario dell’assemblea (uno dei due condividerebbe lo studio assieme al sedicente amministratore e da titolare di un’agenzia immobiliare ha pure dimestichezza con le dinamiche condominiali, più o meno limpide evidentemente). Insomma tre sconosciuti che ad assemblea conclusa (i condòmini sono andati quasi tutti via) s’impadroniscono prepotentemente e in un lampo della gestione: il sedicente amministratore ha 16 deleghe in mano (ufficialmente 277 millesimi) e vota se stesso quale nuovo capo del condominio; i due “compari” lo assistono, soprattutto quando c’è chi va “gentilmente” allontanato perché si accorge dell’incredibile blitz, tentando invano di dissentire. Sono attimi concitati: il povero vecchio amministratore, appena dimessosi ma presente a quella che doveva essere una seduta di “commiato”, si vede costretto a consegnare ai tre il registro dei verbali d’assemblea, poi anche la documentazione amministrativa e contabile. Missione compiuta.

Inizia d’ora in avanti un calvario per molte persone, ovvero la maggioranza dei residenti, ma c’è persino chi in questa situazione paradossale riesce a compiere una piroetta da applausi saltando sul carro dei sedicenti vincitori, nella speranza ovviamente di trarne un qualche vantaggio (non tutti infatti sono in regola coi pagamenti, fra rette condominiali e, soprattutto, bollette Amam). Il resto è storia giudiziaria: innumerevoli quanto inutili le denunce all’autorità costituita che ancora oggi a distanza di oltre un anno e mezzo dall’intrusione indebita non ha ancora mosso un dito per ripristinare la legalità.

E questo è l’aspetto più vergognoso, oltre che imbarazzante soprattutto per alcuni personaggi di alto profilo, con ruoli ai vertici delle istituzioni, che in questa vicenda purtroppo hanno anche precise responsabilità (chissà se qualcuno aprirà gli occhi…).

Così, dopo decine di assemblee regolarmente costituite, a partire proprio da quella immediatamente successiva al “blitz” in cui la reale e assoluta maggioranza dei condòmini allo scopo di allontanare gli intrusi ha eletto il suo nuovo amministratore, il complesso si trova ancora nei guai poiché indietro con importanti pagamenti: pochi, anzi pochissimi, i condòmini che si sono sentiti in dovere di pagare le rette, specie negli ultimi mesi di totale confusione nella gestione della “macchina”.

Peraltro il finto amministratore non demorde, continua a spacciarsi ovunque per titolare del condominio di Palazzo Palano (sempre sulla scorta della falsa delibera del 3 luglio 2018) e dopo aver già “violato” un paio di conti correnti (tutto denunciato ovviamente), liquidatosi con puntualità il suo bello stipendio, incassa ancora quote dai condòmini (alcuni in buona fede poiché ignari di quanto accaduto, altri ben consapevoli di essere nel torto ma… anche di farla franca evidentemente). Il ‘signor 277 millesimi’ dispone inoltre pagamenti (con soldi non suoi) e affida lavori e consulenze, sempre a carico e per conto del complesso.

Con un ultimo esposto, quello più disperato, proposto sempre dalla stragrande maggioranza dei residenti (ma a questo punto, verrebbe da dire, a che serve tale maggioranza? Esiste ancora la democrazia?) si era chiesto al Tribunale di nominare un amministratore giudiziario con l’illusione di porre fine a questa folle ingovernabilità, causata dalla presenza di un amministratore “ombra” in contrapposizione a quello regolarmente eletto con più 500 millesimi. Perché, è bene sottolinearlo a proposito di principi democratici e non solo, il finto amministratore coi suoi, va ribadito, 277 millesimi non solo non ha intenzione di farsi da parte ma continua a insistere sulla legittimità della sua elezione; né vi sono denunce che tengano.

Ebbene, i giudici hanno respinto l’esposto-ricorso perché dicono che un amministratore giudiziario può essere nominato solo in mancanza di uno eletto. In realtà, al momento, a Palazzo Palano, almeno da una miope visione esterna, ce ne sarebbero ben due di amministratori; che poi uno sia legittimo e l’altro no, evidentemente, al Tribunale civile non interessa. Quello penale ha i suoi tempi (chi li recupera più i soldi di una truffa?), le forze dell’Ordine intervengono solo in caso di necessità, o in flagranza di reato. E ciao.

In questo guazzabuglio, oltre alle abitazioni che rischiano di restare senza acqua e pure senza ascensore (la ditta non fa manutenzione poiché purtroppo nessuno l’ha potuta più pagare), ci sono anche i lavoratori rimasti senza stipendio, a cominciare dal portiere per finire agli operatori delle pulizie. La mole di debiti che grava su un tale complesso residenziale è particolarmente importante e adesso si rischia il collasso, nonostante vi siano residenti che finora hanno regolarmente onorato ogni scadenza (pagando anche per gli altri); circostanza, quest’ultima, che non ha alcun valore se ci si interfaccia con l’Amam ad esempio.

L’azienda municipalizzata infatti pare non intenda installare i contatori autonomi, nonostante le denunce e nonostante il fatto che vi siano attività commerciali allacciate al contatore unico condominiale, nonostante soprattutto la disperata richiesta della maggioranza dei residenti: perché questa sarebbe l’unica via di salvezza per i singoli condòmini che hanno sempre pagato e che hanno quindi diritto ad avere l’acqua. Ma anche qui, al di là degli spot, non c’è nessuno in grado di assumersi la responsabilità di una decisione che risolva il problema. D’altra parte è pure comprensibile se la magistratura, per prima, si è scrollata di dosso ogni responsabilità. Viva l’Italia.