Coronavirus, l’attività di condominio non si ferma, ma bonus facciate a rischio

FONTE:   AUTORE: Mirco GALBUSERA  DATA: 26 marzo 2020   

Le attività di condominio non si fermano e l’amministratore resta al lavoro nel suo studio. Rinviate le assemblee condominiali, a rischio il bonus facciate 2020.

    Il condominio non si ferma di fronte al coronavirus. Nel decreto Cura Italia non rientra la so-spensione delle attività necessarie e indispensabili connesse alla manutenzione e al funzio-namento del condominio, ivi compreso il lavoro dell’amministratore.

Particolare attenzione si dovrà porre alle assemblee ordinarie e straordinarie. Le prime sono tutte rinviate a tempi migliori, mentre le seconde, laddove l’oggetto riguarda lavori urgenti e indifferibili si potranno svolgere a distanza. In alternativa, le decisioni possono essere adottate provvisoria- mente dall’amministratore in attesa di successiva delibera dell’assemblea.   Anche se su questo punto permangono più ombre che luci.

L’attività di condominio

Nel dettaglio, come recita il dispositivo del DPCM del 22 marzo 2020, le attività di manutenzione delle imprese edili sono sospese, mentre tutte le altre attività connesse alla fornitura di beni e servizi continuano regolarmente. Così, ad esempio, i servizi di igiene e pulizia degli spazi comuni, gli interventi agli impianti elettrici, Tv, le portinerie, i servizi postali, bancari e assicurativi, la vigilanza e sicurezza e tutte quelle attività che non sono ricomprese nei codici Ateco pertinenti esclusi dalla sospensione del decreto. Anche la fornitura di gas e gasolio da riscaldamento in loco è assicurata, così come gli interventi connessi alla manutenzione della caldaia centralizzata del condominio.

L’amministratore di condominio

Nessuna sospensione di attività nemmeno per l’amministratore di condominio (codice Ateco 74) che continua a lavorare presso il proprio studio limitando l’accesso ai condomini o riservando loro appuntamento contingentato. La maggior parte delle attività burocratiche e fiscali saranno quindi svolte a distanza non essendo necessaria la presenza o il contatto diretto dei condomini. Le comunicazioni e gli interventi urgenti saranno sempre e comunque garantiti dall’amministratore che, sempre a distanza, potrà lavorare per assicurare l’attività ordinaria del condominio.

Anche gli interventi di parti terze professionali, quali avvocati, geometri, commercialisti, saranno garantiti sempre a distanza con l’utilizzo dello smart working. Per quanto riguarda i dipendenti degli amministratori condominiali, laddove si rendesse necessario è bene attuare le forme di sostegno al reddito previste dalla legge (cassa integrazione). Ove non fosse possibile, dovranno essere assunti e rispettati protocolli anti contagio e di sanificazione dell’ambiente di lavoro nello studio professionale, come previsto dalla normativa. Tali disposizioni si applicano fino al 3 aprile 2020, salvo proroga da parte del governo.

A rischio il bonus facciate

Nonostante l’attività condominiale non si fermi, il bonus facciate previsto per quest’anno è a rischio a causa dell’emergenza coronavirus. Il bonus stabilisce una serie di passaggi e di adempimenti che il blocco delle assemblee condominiali non permette di attuare. Per avviare l’iter procedurale occorre infatti la delibera dell’assemblea condominiale con il voto della maggioranza degli intervenuti e la metà del valore dell’edificio, ovvero 500 millesimi. Essendo ferme le assemblee fino a data da destinarsi, l’intero processo decisionale resta bloccato e così anche il beneficio del bonus facciate al 90%. Se si considera che, al fine di documentare gli esborsi, entro dicembre è necessario aver effettuato i pagamenti dei lavori, il timore che la detrazione rischi di saltare appare assai concreto. Pertanto già si sta pensando di chiedere al Governo una proroga sul termine dei pagamenti fino al 2021 per consentire ai condomini di usufruire dell’agevolazione.